Miele di Ulmo

Il Miele di Ulmo può combattere i processi di invecchiamento, poiché possiede un forte effetto antiossidante pur essendo un prodotto del tutto naturale.

Ricerche svolte hanno quantificato in circa il 70% l’effetto antiossidante del miele comparato con un prodotto antiossidante di matrice farmaceutica.

Proprietà antibatteriche

Numerosi studi scientifici a livello internazionale, per esempio condotti presso l’Università Pontificia di Santiago del Cile (D.sse Gloria Montenegro e Ximena Ortega) e dal Royal College of Surgeons di Dublino (D.ssa Orla Sherlock), confermano l’alto potere antibatterico. Viene evidenziato che tale azione è particolarmente efficace nel prevenire e combattere batteri estremamente insidiosi quali lo Stafilococco e l’Escherichia coli, che molte volte sono anche resistenti ad antibiotici tenaci, contenenti meticillina. In vitro si è osservato che il miele di ulmo inibisce la crescita di altri batteri patogeni quali la Candida albicans, Salmonella typhi, Enterobacter aerogenes ed ha aziona funghicida e fungostatica sui tipi Mucor, Rhizopus, Aspergillus.

Cristallizzazione del miele

Il miele di ulmo seleziionato da PausaMi, viene raccolto in Cile nel periodo tra gennaio e aprile (stagione ove in quell’emisfero fa più caldo) e invasato in Italia con i soli processi di filtraggio e disaeraggio (per togliere eventuali impurità e l’aria): non subisce trattamenti termici per non compromettere le sue caratteristiche salutistiche. Per i mieli carichi di glucosio e poveri di acqua (come il miele di ulmo) la cristallizzazione può avvenire già dopo 2-3 mesi, in coincidenza anche con l’abbassamento delle temperature. Il miele cristallizzato assume un colore chiaro e cremoso, ma non cambia assolutamente le sue caratteristiche organolettiche, salutistiche e di qualità anzi: la cristallizazione assicura il consumatore che il miele non ha subito trattamenti termici ed è rimasto un prodotto assolutamente naturale.

Il miele di ulmo è stato messo a confronto con altri tipi di mieli, che vantano anch’essi proprietà antibatteriche, e un miele artificiale allo scopo prodotto in laboratorio. Il miele di ulmo è uscito vincente su tutta la linea, dimostrandosi all’indagine spettrometrica più efficace dei concorrenti verso cinque ceppi selezionati di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa.

L'albero di ulmo

L’albero di ulmo (Eucryphia Cordifolia) è originario del Cile. È un grande arbusto sempreverde che può crescere fino a formare un albero capace di raggiungere da 6 a 30 metri di altezza. Fa parte delle foreste pluviali temperate che crescono a Valdivia nella Regione dei Laghi del Cile a sud fino a Chiloe.

L’Ulmo è pieno di grandi fiori bianchi, simili alla camelia che fioriscono dalla fine di gennaio fino a marzo (la seconda metà dell’estate cilena). Quando l’Ulmo è in fiore, le montagne e le colline su cui prospera sono ricoperte da una spessa nube bianca. Il nettare raccolto dalle api si trasforma ben presto in un delizioso miele cremoso dalla texture burrosa e colorata, con un profumo incredibilmente delicato.

Il gusto e l’aroma evocano una sottile combinazione di anice, gelsomino, vaniglia e chiodi di garofano, con un tocco di tè e caramello. Non è sorprendente che in Cile il miele di ulmo sia uno dei più pregiati e ricercati.

Allo Show 2007 Winter Fancy Food di San Francisco, il miele di ulmo è stato premiato come Miglior Miele della mostra. Questo miele ha ottenuto consensi universali anche al Salone del Miele nazionale ad Addlestone in Inghilterra ad ottobre 2009.